Il 30 agosto 2026 la Neue Zürcher Zeitung ha dedicato un articolo al nostro studio sull’IA agentica e sui dati di mobilità (articolo di Gioia da Silva, in tedesco).
I data broker vendono dati di localizzazione di milioni di smartphone dopo averne rimosso i nomi. Il nostro studio mostra perché questo non basta. In un esperimento con dati di localizzazione simulati, agenti di IA hanno ricavato dalle tracce gli indirizzi di casa e di lavoro, li hanno confrontati con fonti pubbliche e vi hanno associato dei nomi, in modo automatico e con un costo di pochi minuti e pochi dollari per persona. Chi pubblica o acquista dati di questo tipo non può più dare per scontata la loro anonimità.
«Non abbiamo costruito uno strumento per sorvegliare le persone. Ma mostriamo quanto poco sforzo serva per crearne uno. È ricerca sulla sicurezza in senso classico: rendiamo visibile una falla.» Oscar Thees sulla NZZ
- Articolo: Agentic AI-Powered Re-identification, PSD 2026
Altra copertura mediatica
- NZZ, 12 settembre 2026: commento di Gioia da Silva, «KI vereinfacht Massenüberwachung massiv. Datenbroker müssen aufhören, Standortdaten zu verkaufen» (in tedesco)
- Neue Osnabrücker Zeitung, 4 settembre 2026: ristampa dell’articolo della NZZ (in tedesco)
- General-Anzeiger (Frisia orientale), 4 settembre 2026: ristampa dell’articolo della NZZ (in tedesco)
- Podcast NZZ Akzent, 6 ottobre 2026: puntata sullo studio
Illustrazione di copertina: Hans-Jörg Walter / NZZaS.